Ancora tu, Kathmandu

Dopo il mese in India ho fatto tappa a Kathmandu per una settimana, giusto il tempo di salutare gli amici del Prithvi Bistrot (ora diventato Tattva Bar) dove nel 2014 ho trascorso 3 mesi.
Nel frattempo molte cose sono cambiate in città: il terremoto dello scorso anno ha portato via vite, case, templi, la ricostruzione non è ancora partita a pieno ritmo ma sono stati raccolti i soldi e definiti i progetti, anche se in molti temono che la gestione di queste grosse somme di denaro non finisca tutta in buone mani.
Pochi mesi dopo il sisma c’è stata una crisi politica con l’India, non soddisfatta della prima Costituzione approvata in Nepal, che ha portato al blocco delle esportazioni di petrolio, gas e benzina e alla riduzione (ulteriore a quella normalmente prevista) di molti servizi per alcuni mesi.
Nonostante questo Kathmandu è ancora una bella città e, sarà l’effetto post-India, appare viva e in salute: nuove strutture ricettive e attività commerciali sono state avviate e il turismo è ripartito, anche se non ancora con i ritmi dei tempi migliori.

In questi giorni ho colto l’occasione per tornare a visitare i luoghi principali di Kathmandu: le Durbar square, i templi e il quartiere dove alloggio, Sanepa, che tra tutti sembra quello messo meglio. Si tratta comunque di un quartiere moderno con case e palazzi di recente costruzione, dove si trovano la British School, una sede dell’Onu e in cui risiedono molti occidentali.

Di seguito invece un prima-dopo il terremoto della Durbar Square di Patan e del tempio Boudhanath.

Patan Durbar Square

patan
patan-dopo

Boudhanath

bouddhanath
bouddha-dopo

Dopo la settimana a Kathmandu il viaggio in Asia proseguirà in Malaysia: next stop Kuala Lumpur!

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