Prithvi, dove vivo a Kathmandu

Da ormai due mesi alloggio a Kathmandu, in Nepal, al Prithvi (in nepalese “terra”) Bar and Restaurant, che appunto è principalmente un bar ristorante, al piano terra di un edificio a tre piani. Al primo e al secondo ci sono un totale di quattro camere, affittate per lo più a persone che rimangono qui a lungo termine, e ancora più su c’è una terrazza dove nei mesi di maggio e ottobre si riesce a godere di una bella vista sull’Himalaya.

Ecco come si presenta l’esterno dell’edificio. Al primo piano, la seconda finestra da sinistra è quella della mia camera.

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Nella camera di fianco alla mia, terza finestra da sinistra, vive Timo, un ragazzo tedesco sulla trentina che da ormai un po’ di tempo si è trasferito a Kathmandu. Partito per l’Australia con il Working Holiday Visa, ha poi viaggiato in Nuova Zelanda, Vietnam, Cambogia, Thailandia, Indonesia, Malesia, India per poi arrivare in Nepal dove vive da quasi due anni con una ragazza nepalese conosciuta a Melbourne.

Forte Timo, tipo tranquillo e con molti interessi, passa le giornate senza troppo stress, andando a scuola di nepalese, incontrando i tanti amici nepalesi che ha conosciuto, ascoltando e mixando musica, disegnando ed esercitandosi in alcune esibizioni di giocoleria. Dopo 3 anni di lavoro in Australia e Nuova Zelanda, campa di rendita insomma, con quello che costa la vita qui. Non si sa ancora per quanto.

Ecco ora l’interno del piano terra, dove ci sono un po’ di tavolini e cuscini per rilassarsi, mangiare o usufruire della connessione internet.

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In questa sala ogni tanto si svolgono anche seminari, workshop e incontri di vario genere sul tema della sostenibilità e di uno stile di vita corretto. Non a caso il motto di Prithvi è “food for soul” (“cibo per l’anima”): la maggior parte dei prodotti infatti viene da un orto in gestione ad alcuni amici del proprietario, Rishav, un ragazzo nepalese che ha vissuto 4 anni a Londra.

Questo è invece l’esterno, con pochi tavoli che rendono l’ambiente raccolto e familiare. A volte inoltre ci sono piccoli concerti tenuti dagli amici di Rishav, che suonano e cantano davvero bene!

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Ancora al piano terra, attaccato al bancone c’è un foglio di carta con la scritta: “Things take time in Nepal, so relax and chill!” (“Per fare le cose ci vuole tempo in Nepal, quindi rilassati e stai tranquillo”), una frase che ho poi rivisto esibita in altri locali di Kathmandu. E’ una frase che rispecchia appieno il carattere del popolo nepalese, tranquillo e spensierato.

Un’altra frasetta che mi piace molto è formata dalle iniziali della parola Nepal, ed è stata scritta su un pezzo di plastica infilato poi in un vaso.

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“Never ending peace and love”, pace e amore senza fine! Tanto per non smentire il tenore un po’ fricchettone del Nepal.

Questo è ancora il piano terra fotografato dall’altro lato. Le bici la notte vengono chiuse all’interno. Il ragazzo che si intravede è Rakish, uno dei due cuochi, e subito sulla destra si trova la cucina.
Le scale conducono al primo piano.

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Questa è invece la mia camera, che recentemente ho arredato con delle bandiere di preghiera nepalesi, facendole convergere come da tradizione verso un unico punto, una lampada da soffitto con fantasia buddista (vi sono raffigurati infatti gli occhi del Buddha, come sugli stupa dei templi), e un paio di cianfrusaglie come una testa d’elefante e una specie di divinità induista appese al muro.

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E infine il terrazzo, abbastanza grande anche se dall’inquadratura di queste foto non sembra.
Questa è una parte del terrazzo più appartata, ora è un po’ trafficata di legni e altro materiale perché con Timo ci stiamo adoperando per costruire una specie di gazebo…ovviamente “things take time in Nepal”, quindi chissà quando lo finiremo!

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Questa è un’altra angolazione del terrazzo, ed è proprio in questa direzione, a nord, che nei periodi di cielo sgombro di nuvole e foschia si riesce a vedere l’Himalaya, in particolare la regione montuosa del Langtang.

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Aggiornamento: visto rinnovato fino al 28 ottobre, data entro la quale andrò via dal Nepal e, presumibilmente, tornerò in Italia.

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